Domenica 20 mag 2012
Banner

Banner
Banner


 |   Scarica documenti  |   Redazione  |   Contatti  |   Newsletter  |   Cia Informa in tv  |   www.cia.it  |   Facebook-Cia  |   Youtube Cia  |   Portale Cia  |   Il Meteo  |  

news menu leftnews menu right
Home Il Primo Piano Agricoltura paralizzata dalla morsa del gelo
Il Primo Piano Stampa E-mail
Lunedì 06 Febbraio 2012 14:54

Agricoltura paralizzata dalla morsa del gelo

Danni al comparto per 250 milioni. Metà delle distribuzioni quotidiane bloccate in azienda e si temono speculazioni sullo scaffale. Subito lo stato di calamità.

 

Un settore congelato dal freddo siberiano: l’agroalimentare italiano paga più di tutti l’ondata di maltempo che ha gradualmente coinvolto tutta la penisola, sottraendo al comparto complessivamente più di 500 milioni di euro, di cui il conto pagato dalla sola agricoltura è di circa 250 milioni. Interminabile il bollettino dei danni: 50 mila aziende paralizzate, il 30 per cento degli ortaggi rimasti sui campi per un totale di 120 mila tonnellate prodotto distrutto, 250 mila i litri di latte da buttare, un milione e mezzo le uova e 3 mila le tonnellate di carni bovine, avicole, suine e ovine invendute.

Oltre al “black-out” delle attività produttive, quasi dappertutto sospese per neve vista l’impraticabilità dei campi, a paralizzarsi sono state soprattutto le consegne, ostacolate da una rete stradale impraticabile in quasi tutto lo Stivale. Un rallentamento dei trasporti che ha bloccato ogni giorno mediamente la metà delle distribuzioni quotidiane.Ma se per la viabilità autostradale si è trattato di un rallentamento importante, le strade rurali e interpoderali soprattutto di montagna sono diventate molto spesso impraticabili, isolando le imprese e bloccando così non solo la distribuzione dei prodotti agricoli, ma anche l’approvvigionamento aziendale, soprattutto di tipo mangimistico. A tutto ciò si aggiungono i danni “fisici” arrecati agli strumenti produttivi da neve e ghiaccio: cinquemila aziende completamente isolate dalla neve, il 15 per cento di serre, cascine e stalle sono state distrutte, mentre il 5 per cento degli alberi da frutto, degli olivi e delle viti sono stati fortemente danneggiati.

Altro tasto dolente per i nostri produttori è il rincaro dei costi produttivi, già appesantiti da Imu e caro-benzina, e ora ulteriormente gonfiati dalle spese aziendali per il riscaldamento delle serre, che salgono del 15 per cento a causa dei valori negativi della colonnina di mercurio. Ma il freddo tocca un po’ tutti i comparti produttivi: a risentirne è anche la zootecnia, vista la tendenza degli animali da latte a diminuire la propria resa produttiva fino al 20 per cento al di sotto dei -2° di temperatura. Ma i danni più visibili e immediati sono quelli che hanno colpito l’ortofrutta, comparto florido del nostro “made in Italy”, che in questi giorni ha visto la neve seppellire le produzioni invernali, come finocchi, spinaci, cavoli, insalate, carciofi e radicchio.

Questo il pesante “bollettino” determinato da poco meno di una settimana di gelo siberiano, che si è sovrapposta con terribile tempismo al fermo degli autotrasportatori, che aveva già messo a dura prova i nostri agricoltori, con un danno complessivo al settore di 100 milioni di euro, la metà del conto pagato da tutto l’agroalimentare “made in Italy”. E proprio lo sciopero dei tir, che aveva colpito principalmente il Sud e la Sicilia, dove era cominciato il blocco, ora sono molto a rischio, visto che è proprio dal Meridione che proviene il 70 per cento dell’ortofrutta nazionale.

Altro effetto inevitabile di una viabilità in tilt sono gli scaffali vuoti, i mercati rionali poveri di bancarelle e la Gdo sguarnita di prodotti freschi. E come sempre in queste situazioni dietro l’angolo si nasconde l’immancabile pericolo speculazione, che si insinua costantemente in queste situazioni, portando il carrello della spesa a lievitare e rendendo la vita difficile a chi è abituato a mangiar sano, mettendo in tavola verdura fresca e uova del “contadino”.

Per questi motivi, la Cia ha chiesto lo stato di calamità per le regioni più colpite, oltre ad aver organizzato sul territorio centri di assistenza per gli agricoltori in difficoltà.

Hits
Stampa E-mail
 

Il Primo Piano


 11 visitatori online

www.nuovaagricoltura.net

Direttore Responsabile: Giuseppe Politi - Direttore Esecutivo: Alfredo Bernardini

Direzione, redazione e amministrazione:

Editrice Monteverde Srl - Via Mariano Fortuny 20 - 00196 Roma.

Tel. 06. 36. 11. 900 - Fax. 06. 32. 26. 674 - e-mail nuovaagricoltura@nuovaagricoltura.net

 

2010 © Copyright Cia - Powered and Designed by Cia-Confederazione italiana agricoltori / Settore Immagine e Comunicazione.

 |    La Prima  |   Il Punto Esclamativo!  |   Il Primo Piano  |   Economia  |   Servizi  |   Attualità  |   Società  |   Appuntamenti  |   Notizie Flash  |   Persone  |   Imprese  |